#24 Improvvisa libertà
Quanto può essere spiazzante essere se stessi?
Ciao,
stai leggendo o ascoltando la newsletter di Semiconnessi, io sono Stephanie Valeriano e qui parlo di vita da freelance e design, ma nella vita mi occupo di visual brand e siti web con un approccio etico, gentile e coraggioso.Se vuoi lavorare con me, prenota una call conoscitiva gratuita e parliamo del tuo progetto.
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Ma adesso iniziamo!
La scorsa settimana mi sono sorpresa ad aver segnato in calendario almeno un incontro al giorno con un essere vivente di specie umana. Molto più di quello che faccio di solito, dove, di solito, è una volta ogni due settimane.
Ma essere freelance rende impavidi, così, senza protezioni mi sono gettata fuori dalla comfort zone e sono uscita da questa esperienza un po’ pesta ma con nuove considerazioni.
Qualche giorno fa un’azienda ci ha invitati per conoscerci, inaspettatamente sono andata senza troppe ansie. Una cosa che solo qualche settimana fa mi avrebbe gettata nel panico, invece quando sono arrivata al campanello, in anticipo come sempre (credo sia una costante della mia vita), non mi sono neanche fatta troppe paranoie prima di suonare. Mi sono solo andata a fare un giretto per perdere tempo però, lo ammetto.
Insomma, queste persone si presentano, molto cordiali ma anche molto professionali. Mi piace il loro approccio al lavoro e sebbene non ci stiano facendo delle proposte vere e proprie, dentro di me spero si trovi un modo per lavorare insieme ed è in quel momento che il mio cervello va in tilt, devo presentarmi io adesso, ma cosa dovrei dire esattamente?
Inizio col raccontare di Semiconnessi, della mia esperienza negativa nelle aziende, della scelta di saltare nel vuoto con un nuovo lavoro freelance, delle mie convinzioni su un lavoro etico senza sfruttamento. Illustro i nostri progetti e il nostro modo di lavorare, poi mi fermo. Non ho detto niente di sbagliato o fuori luogo, non ho parlato per riempire i silenzi, non mi sono infilata nelle necessità di nessuno, ma il mio cervello galoppa perchè per una volta non ho cercato di piacere. Non mi sono rannicchiata nella necessità di adattarmi alle esigenze di questa azienda, non ho cercato di mostrarmi disponibile a tutti i costi, non mi sono raccontata come inoffensiva e questo mi ha spiazzata.
Ho salutato, stretto mani sorridente e sono uscita da questo incontro tremando. Fino ad un secondo prima sicura di me, adesso con un improvviso bisogno di rassicurazioni.
Possibile che ci si debba abituare alla libertà?
Ps: vi eravate accorti che la scorsa settimana non era arrivata questa newsletter? Neanche io, ma per restare coerente con il calendario l’ho recuperata ora, spero non vi dispiaccia.
Cose belle di queste settimane
Immagina, 1979, disordini nel Mar Cinese meridionale, le persone scappano dalle persecuzioni di Ho Chi Minh. Pertini decide che non possiamo restarne fuori, che dobbiamo salvare quei fuggiaschi e tu sei Domenico, una persona qualunque, un ragazzo sfigato e povero che le ragazze non guardano, che ha troppa paura per fare la rivoluzione anche se ti piacerebbe, ma sei anche quello che di cognome fa Nguyen-Hun-Phuoc e sei l’unico in Italia che parla vietnamita, i carabinieri ti hanno portato via come fossi un delinquente e ora hai sette secondi per decidere se essere un eroe.
“Il colore della tempesta” di Nicolò Zullani è la storia di un’avventura incredibile eppure vera, piena di storie così umane che fanno passare dal riso al pianto in pochissimo, scritta senza retorica e con una verve ironica che lascia catturati. Non potete perderlo. Sono contenta che il mio amico Michele lo abbia proposto al nostro piccolo club del libro. Senza queste perle la mia vita sarebbe un po’ più triste e noiosa.
Sapevi che puoi scrivere tu le cose belle di questa newsletter? Ti basta inviarmi la tua cosa bella e una descrizione di te a info@semiconnessi.it o scrivermi a Semiconnessi su Instagram.
Prima di salutarci, ti dico due cose sul mio studio
Semiconnessi è il posto dove aiuto le persone a raccontarsi online attraverso un sito web che rappresenta e avvicina le persone giuste oppure creando un’identità visiva che è bello usare.
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Siamo arrivati alla fine, grazie per avermi letto fin qui! Ci vediamo la prossima settimana!
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